Le regole per muoversi nei mercati finanziari

128-tipi-di-investitori.jpgL’investitore è un soggetto il cui scopo si può sintetizzare nella ricerca d’incremento dei beni capitali e nell’acquisizione e creazione di risorse.
Spesso negli investitori non istituzionali e poco lungimiranti, il concetto si riduce a: “Desidero aumentare la mia ricchezza in tempi brevi quindi investo, disinvesto e…”. Spesso il nostro “e…” è ciò che fa la differenza.

Nonostante tutte le classificazioni elaborate nel tempo, il quadro che si coglie nel controllare l’evoluzione del mercato è sempre molto nebuloso e apparentemente umorale.
Il punto di avvio di questo spunto di conversazione risiede proprio qui: nell’umore.
Ogni giorno il nostro umore oscilla per le cause più diverse tra tristezza e gioia, in una combinazione casuale di eventi esterni (socio-politici, alerts,rumors) ed interni (fisiologici e/o psicologici).
L’individuo sano in genere è in grado di adeguare con un meccanismo automatico le proprie reazioni alle condizioni ambientali. Tuttavia è bene fare un distinguo tra gli sbalzi umorali “fisiologici” e quindi ben controllati dal soggetto, e quelli caratterizzano vere patologie che evolvono dai disturbi dell’umore.
Gli investitori quindi non fanno eccezione e contribuiscono a rendere le piazze d’affari “umorali” esattamente come gli individui che ne fanno parte.

La classificazione degli investitori (traders) che segue non possiede la presunzione di essere esaustiva, fornisce soltanto spunti di riflessione:
Cassettista: investitore prudente di medio-lungo periodo, non ama il rischio ed accumula nel tempo.

Investe sul sicuro e disinveste per necessità sopraggiunte od in caso di rumors catastrofici. Vende con anticipo sulla “catastrofe” annunciata e di fatto la genera.
Intra-Day: investitore che si muove sul breve periodo, ama il rischio e poco si cura dell’andamento reale dell’economia. Per questo soggetto è importante agire su analisi generate da software specialistici, programmando con certosina precisione acquisti e vendite.
Scalper: è un soggetto che ama il rischio estremo, si muove rapidamente ed intuitivamente, il possesso di informazioni accessorie date dalle frequentazioni sociali lo può rendere anche più aggressivo. È predatore.
Istituzionale: non è un soggetto ma una comunità, si comporta con fredda determinazione in tutti e tre i modo precedenti salvo il fatto che possiede divisioni specializzate nella condotta delle contrattazioni. Spesso rastrellano il mercato dopo le “catastrofi”.
Casuale: capita sul mercato per caso, è del tutto imprevedibile, non è da escludere che sia causa di anomalie e stranezze che gli analisti non riescono a decifrare.
Se sottraiamo a tutte queste figure lo sviluppo temporale delle loro azioni, ci si può facilmente render conto che tutti si comportano allo stesso modo. Cioè una commistione di razionale ed irrazionale, di obiettivo e soggettivo che rende a volte indecifrabile l’evoluzione.
I fattori che influenzano le decisioni di vendita e di acquisto sono in un certo senso parametrizzabili ad esclusione del fattore umore che è di per sé apparentemente imprevedibile.
In realtà una discreta prevedibilità esiste, tant’è che gli investitori nella loro interezza e nei vari comparti, scontano, anticipano, ritardano eventi socio politici assumendo un comportamento omogeneo, come se vi fosse un’unica identità.

Gli investitori si comportano come due soggetti distinti, uno che vende e uno che compra: l’umore di questi soggetti è molto importante. L’umore del Venditore (inteso come la comunità dei venditori che in quel momento a deciso di vendere a quel prezzo) è caratterizzato dalla prevalenza di coloro che “sentono” di dover vendere.

La comunità dei venditori è eterogenea, ci sono cassettisti, intra-day, scalper, istituzionali e casuali; il comportamento comune è di tipo liberatorio e lo stato d’animo si dispone a realizzare un guadagno e/o contenere una perdita. Qualcuno ha visto un segnale, qualcun altro a dato retta a rumors, qualcuno ancora aveva schedulato la vendita al raggiungimento di una quotazione.
La statistica poi ci dirà che su quel prezzo si è concentrato quel volume di affari.
Il soggetto compratore invece stava attendendo questo momento ed ha posto in essere l’acquisto perché pensa anch’esso di trarre vantaggio dall’operazione. La comunità è altrettanto eterogenea tutte le figure citate prima vi prendono posto. Se reinseriamo la variabile tempo ci rendiamo conto che il nervosismo (la volatilità) è legata al numero di operazioni nell’unità di tempo. In occasioni di eventi sociopolitici di particolare gravità ci si rende veramente conto di cosa sia la volatilità. L’asse si sposta prepotentemente sulla vendita sull’onda emotiva e l’investitore più cinico diventa spregiudicato ed investe buona parte delle risorse per comprare a prezzi veramente bassi titoli in prezzo e quantità che in tempi “normali” non considererebbe nemmeno.

Riassumendo: il venditore, colto da paura di vedere volatilizzare i propri profitti, realizza un guadagno immediato o comprime la perdita in modo da non dover intaccare il patrimonio.
Il compratore, per aumentare il patrimonio, acquista a prezzi altrimenti inaccessibili.
A vederla così tutti ci guadagnano il venditore subito, il compratore in tempo differito.
In realtà quasi tutti i venditori di seconda ondata (spesso a pochi minuti dopo l’evento che ha causato l’onda) perderanno molto denaro.
I compratori invece, continuando ad acquistare mentre le quotazioni scendono, si troveranno presto a realizzare guadagni importanti. Questo accade perché la paura è il sentimento che condiziona l’umore; la freddezza di restare sul mercato e di mediare le perdite dando vita ad una serie di nuovi acquisti è vissuta dalla massa come qualcosa di inaccettabile e terribilmente sciocco: “…il mondo sta per finire!…”.

Ma allora se “moriremo” tutti tra poco perché perdere tempo a vendere?…
Il soggetto investitore preparato a gestire l’ansia da prestazione (guadagnare ad ogni costo) può mediare una fase ribassista in modo da conservare le sue plusvalenze e generarne altre. Altresì può imparare a gestire le fasi euforiche con un occhio sufficientemente diffidente e tale da metterlo al riparo da tentazioni tipiche degli scommettitori.

In conclusione ogni trader, ogni giorno, osservando un listino, compie delle metamorfosi comportamentali trasformandosi in una delle figure descritte con un ritmo assolutamente casuale: una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde continuo ed irrefrenabile: ma quando darà un ordine di vendita e/o acquisto, in quell’attimo sarà una sola di queste.

Investimenti in Oro fisico, vantaggi e consigli

660-oro-da-investimento.jpgI vostri soldi nelle vostre mani. Non male, eh? E’ questo il vantaggio che dà l’oro fisico, uno degli strumenti d’investimento che sta riscuotendo più successo degli ultimi mesi, e siamo sicuri lo farà anche nel 2012.

Perché oro fisico?

La risposta è semplice. Il famoso metallo prezioso ha qualità eccezionali, che lo fanno preferire agli altri strumenti finanziari. Innanzitutto, storicamente, viene usato come risorsa di riserva. Ogni Stato ha la sua scorta di oro. Solo questa notizia, a nostro parere, dovrebbe bastarvi per capire l’importanza e la delicatezza del suo ruolo nelle sorti dell’Economia e della Finanza globale. Inoltre, il nostro investimento in oro fisico si rivaluta nel tempo. Da anni ormai, con una costanza capace di rassicurare la casalinga inesperta d’investimenti come il trader professionista.

Ma i vantaggi non sono finiti. Ecco un breve elenco:

  • E’ un investimento che si rivaluta nel tempo. L’abbiamo già detto, lo ripetiamo
  • Ci permette di disinvestire il nostro capitale con facilità. L’oro è uno strumento di pagamento accettato internazionalmente
  • E’ un’ottima soluzione per proteggerci dalla svalutazione dell’euro. Il prezzo dell’oro, infatti, si misura in dollari, valuta, come sappiamo, molto più solida dell’euro
  • Per tutti questi motivi, ci aiuta a proteggere i nostri risparmi

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L’oro fisico viene comprato, venduto generalmente in due forme: il lingotto e la moneta. Per quanto riguarda quest’ultima, è la Sovrana britannica per uso investimento la preferita di chi investe in oro. L’oro viene valutato puramente sul contenuto di oro rivenuto nel lingotto (si sfiora il 100%) e nella moneta. Questo rappresenta una sicurezza per l’investitore, perché ha a disposizione un solo valore, internazionalmente valido e accettato, per stimare il suo capitale.

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Fonte: www.comeinvestireoggi.com

Le obbligazioni che assicurano la sicurezza del ritorno dell'investimento

467-investimenti-sicuri-obbligazioni.jpgLe obbligazioni sono titoli di credito che garantiscono al portatore i diritti relativi alla condizione di creditore e, per converso, rappresentano un debito per l’emittente, che può essere lo stato o un ente pubblico, una società privata, un istituto di credito speciale.

Questi titoli finanziari sono rimborsabili nel tempo secondo una gradualità stabilita al momento dell’emissione e fruttano un interesse, pagato generalmente con cadenza semestrale o annuale, rapportato la valore nominale del titolo.
Ogni titolo obbligazionario deve portare indicato il nome dell’ente o società emittente, l’entità globale del prestito, la sua durata, il valore nominale, il saggio d’interesse da corrispondersi e la periodicità del suo pagamento, le modalità di rimborso.

L’emissione delle obbligazioni può avvenire alla pari, cioè a un prezzo uguale al valore nominale, oppure sopra o sotto la pari. Quest’ultimo è il caso più frequente e la differenza tra il prezzo pagato e il valore nominale che è anche, generalmente, il prezzo di rimborso, costituisce un’integrazione al tasso di rendimento nominale del titolo, rendendone più conveniente la sottoscrizione.

Il saggio di interesse pagato sull’obbligazione è, normalmente, fisso, ma un numero notevole e crescente di emissioni è caratterizzato da un tasso di interesse indicizzato alla variazione del tasso di inflazione dell’economia per tutta la durata del prestito.
Il rimborso dei titoli avviene al valore nominale secondo un piano di ammortamento prefissato , talvolta in un’unica soluzione al termine del periodo di durata del prestito, più sovente attraverso periodiche estrazioni a sorte di quote dell’emissione.
Il rimborso del prestito obbligazionario può essere anticipato, per decisione dell’emittente, rispetto ai termini previsti, se questa clausola è contenuta nel regolamento di emissione del prestito stesso.

La corresponsione degli interessi legati ai prestiti obbligazionari può essere di vario tipo; per questo motivo le obbligazioni possono essere:

Obbligazioni a tasso fisso con cedola: gli interessi corrisposti periodicamente vengono calcolati secondo un tasso fisso che permette al risparmiatore di avere la totale sicurezza del suo investimento riguardo alle quote che riceverà periodicamente;
Obbligazioni a tasso variabile con cedola: gli interessi corrisposti variano secondo un tasso che è legato ad alcuni parametri finanziari. La sicurezza del ritorno dell’investimento, in questo caso, è minore poichè non si può conoscere a priori l’andamento dei parametri a cui è legato il tasso;
Obbligazioni a tasso fisso zero coupon: in questo caso gli interessi non vengono corrisposti periodicamente ma si calcola direttamente la somma che l’emittente restituirà al risparmiatore alla scadenza del prestito obbligazionario.

 
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