Gli ETF obbligazionari
Gli ETF obbligazionari sono i fondi quotati in Borsa collegati (ovvero, indicizzati) a un indice di riferimento obbligazionario. Sono ‘a gestione passiva’, ovvero valutati senza interventi esterni, soltanto in proporzione al benchmark, il valore dell’indice di riferimento. Gli ETF obbligazionari possono essere costituiti da obbligazioni aziendali, titoli di stato o liquidità.
L’investitore poco preparato potrebbe essere tentato di valutare le prestazioni di un ETF obbligazionario confrontandolo direttamente con quelle dei BOT o dei BTP, in realtà occorre vedere i due prodotti da punti di vista diversi.
Per fare un paragone corretto bisogna tenere conto di un importante fattore: la scadenza. Infatti, se si esamina sul sito della Borsa Italiana la performance di un ETF, essa può risultare a prima vista molto più bassa su base annua di quella di un Bot annuale, ma questo è dovuto al fatto che la prestazione è calcolata sulla base di un indice che misura il ritorno totale di depositi scambiati overnight (da un giorno all’altro) sul mercato interbancario.
Il prezzo dell’ETF è rilevato ogni singolo giorno in base alle quotazione dei titoli del paniere e quindi può registrare anche tassi di interessi negativi, che in seguito potrebbero essere superati con performance positive. Nel caso di un titolo di Stato, invece, il suo possessore non sta a controllare ogni giorno come fluttua la quotazione del titolo (che pure sale e scende continuamente sul mercato secondario), perché di solito esso viene conservato fino alla scadenza e sarà ripagato con il prezzo e il rendimento promesso. La corretta comparazione tra un ETF obbligazionario e i titoli di stato deve quindi essere data alla scadenza.
Fonte: Solofinanza.it
14:53 Scritto da nick373 in Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: etf obbligazionari, fondi quotati in borsa, prezzo dell’etf | OKNOtizie |
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Investire il TFR
Sono in molti a porsi il quesito e spesso finiscono per prendere una decisione inconsapevolmente, tralasciando gli aspetti fondamentali da prendere in considerazione per giungere ad una scelta consapevole.
Nonostante l’introduzione dei fondi pensione sia frutto di un intervento legislativo ormai datato, a quanto pare i lavoratori italiani non vogliono ancora saperne di affidare il proprio TFR in gestione ad un fondo privato, diverso rispetto al tradizionale TFR aziendale.
L’Italia nel settore riveste una posizione da fanalino di coda nel mondo, basta pensare che mentre negli Stati Uniti la ponderazione tra patrimonio gestito da fondi pensione e Pil si attesta al 53%, in Italia al 4,9%.
L’obiettivo di questo articolo è quello di illustrare pregi e difetti dei fondi pensione, in modo da fornire al lettore le risposte che cerca.
Un vantaggio universalmente riconosciuto al TFR aziendale è la stabilità del patrimonio, che deriva dall’impossibilità di realizzare perdite su quanto accantonato. Questo anche in caso di fallimento dell’azienda, con intervento dell’Inps attraverso un apposito fondo a ciò dedicato.
Al contrario, i fondi pensione investono sui mercati finanziari quanto accumulato, con l’obiettivo di realizzare performance positive che vadano ad incrementare il versato. Ma questo comporta il rischio di maturare perdite. Ovviamente come in ogni investimento è il cliente a decidere il grado di rischiosità del fondo pensione, tra i diversi comparti presenti. Generalmente è anche presente un comparto a garanzia del capitale.
Un’altra differenza importante è relativa alla protezione dell’inflazione. Essa è presente per chi lascia il Tfr in azienda mentre non garantita nei fondi pensione. Il Tfr viene rivalutato annualmente dell’1,5% più i tre quarti dell’incremento dell’inflazione.
Un vantaggio non da poco del fondo pensione è relativo alla possibilità di beneficiare di versamenti aggiunti a carico dell’azienda. Se infatti al TFR viene destinato il 7% della retribuzione annuale, alla previdenza integrativa viene versato oltre al 7% anche un ulteriore 2% metà in carico del lavoratore e metà dell’azienda stessa.
Altro vantaggio però potenziale è il rendimento dell’investimento che dovrebbe esser maggiore nel fondo pensione rispetto al Tfr aziendale. Le statistiche finora dicono che i fondi pensione consentono una rivalutazione del capitale normalmente maggiore rispetto a quella aziendale.
Ci sono poi vantaggi fiscali dalla pensione integrativa, che consistono in un’aliquota fiscale che va dal 9 al 15% a seconda degli anni di anzianità. Al contrario il Tfr viene tassato al 23%.
Fonte: Economia per tutti
14:04 Scritto da nick373 in Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fondi pensione, pregi e difetti dei fondi pensione, rendimento dell’investimento, tfr aziendale, vantaggi fiscali dalla pensione integrativa | OKNOtizie |
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